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Non c’è dubbio che la disponibilità sempre più scarsa di risorse idriche sia un fattore di crisi con cui si stanno confrontando molte società e Paesi che fino a poco tempo fa ritenevano di essere al riparo da questa calamità. In questi ultimi due anni anche zone che non conoscevano la siccità stanno affrontando nuovi problemi. In Europa, si pensi a quanto accaduto in Francia, Gran Bretagna e nel Nord Italia. Pochi giorni fa, a febbraio 2024, la Regione autonoma della Catalogna ha dichiarato lo stato di emergenza a causa della forte siccità e ha introdotto un razionamento dell’acqua anche per usi domestici. Anche in Italia, in molte Regioni del Centro e del Sud si sono registrati diversi mesi consecutivi di precipitazioni inferiori alla media: un fenomeno che certamente non lascia presagire una estate tranquilla sotto il profilo della disponibilità idrica. Il 9 febbraio scorso il governatore della Sicilia Renato Schifani ha dichiarato lo stato di calamità naturale da siccità severa, e la Sardegna ha iniziato a limitare l'uso dell'acqua. Diversi studi hanno già da tempo evidenziato un aumento statisticamente significativo della percentuale del territorio italiano soggetto a condizioni di siccità estrema su scala temporale annuale. Assumendo uno sguardo più ampio da un punto di vista temporale è chiaro che la siccità sia diventata un problema strutturale: Nell’ultimo trentennio, secondo i dati dell’Ispra, la disponibilità idrica media annua si è ridotta del 19% rispetto al trentennio precedete. A ciò si aggiungano i problemi legati alle perdite della rete di distribuzione (oggi fino al 40%) e gli sprechi a livello dell’uso domestico. Secondo i dati dell’Istat più recenti, nel 2020, sono andati persi 41 metri cubi al giorno per km di rete nei capoluoghi di provincia o città metropolitana, il 36,2% dell’acqua immessa in rete: un dato che è in calo frazionale rispetto al 37,3% documentato nel 2018. Di fronte a questo scenario è evidente che non possa bastare solamente un richiamo ad un uso più consapevole della risorsa idrica e ad un ammodernamento della rete di distribuzione. Si avverte, forte, la necessità di ingenti investimenti che sappiano integrare la tecnologia nei sistemi di gestione e distribuzione dell’acqua: una mission nella quale i grandi gruppi possono interpretare il ruolo di primo pano considerando la disponibilità di risorse e la possibilità di intervenire su molti, e in molti casi tutti, i segmenti di gestione del ciclo dell’acqua. In questa prospettiva soluzioni come l’Intelligenza Artificiale e l’Internet of Things hanno innumerevoli potenzialità di applicazione.
Le aziende del settore idrico sono cresciute per decenni innovando gli aspetti meccanici e idraulici delle proprie soluzioni. Con l’avvento del nuovo millennio, il concetto di “innovazione” ha cambiato forma, incentrandosi in particolar modo in tutto ciò che riguarda lo sviluppo e l’adozione di tecnologie digitali. Tra i grandi player a livello globale, Xylem ad esempio sta investendo ingenti risorse su quattro assi strategici per l’industria idrica: Big Data, Internet of Things, Cyber-Security e Cloud. Nell’ambito dei processi di trasformazione digitale il gruppo ha investito su inverter e dispositivi di controllo degli impianti e delle stazioni di sollevamento, ad esempio, o software avanzati di gestione, monitoraggio e telecontrollo, piattaforme di valutazione dello stato delle reti di adduzione, tecnologie di ricerca perdite, software di gestione della manutenzione delle apparecchiature. Tra le nuove tecnologie proposte c’è la piattaforma digitale Xylem Vue Powered by GoAigua, che ha sviluppato una gestione integrata del servizio idrico. L’architettura della piattaforma si basa su tre livelli: acquisizione dati da fonti multiple (SCADA, GIS, ERP, AMI, CMMS, CIS, sensori IoT), trasformazione dei dati in informazioni utili per l’operatività e strutturazione in nozioni utili per ottimizzare le capacità decisionali. E’ grazie a piattaforme di questo tipo – spiega Marcello di Vincenzo, Digital & Strategic Partnerships Leader, che è possibile intervenire per garantire una fattiva digitalizzazione del settore idrico — riducendo le perdite d'acqua, migliorando le prestazioni, riducendo i costi e fornendo un ottimo servizio di assistenza ai clienti — garantendo al contempo la sicurezza, l'accessibilità e la qualità dell'acqua.
Xylem (XYL) è un'azienda leader a livello mondiale nel settore delle tecnologie per l'acqua, impegnata a risolvere i problemi critici del mondo legati all'acqua pulita, alle acque reflue e all’intero settore idrico attraverso la tecnologia, l'innovazione e l'esperienza. I nostri 23.000 dipendenti hanno realizzato un fatturato combinato proforma di 8,1 miliardi di dollari nel 2022. Stiamo creando un mondo più sostenibile consentendo ai nostri clienti di ottimizzare la gestione dell'acqua e delle risorse e aiutando le comunità di oltre 150 Paesi a garantire la sicurezza idrica.